Legge elettorale, il PD a fatica trova la ‘quadra’: Avanti con la prima versione dell’Acetum

Share

L’Assemblea regionale del PD, riunitasi oggi a Termoli, trova la quadra sulla legge elettorale da portare in Consiglio regionale. Non è stato facile mettere d’accordo le varie anime del partito, ma alla fine si è riusciti a fare sintesi.

La proposta messa in campo è in buona parte è simile alla prima versione dell’Acetum, prima che fosse emendato dai Consiglieri Massimiliano Scarabeo, Francesco Totaro e Nunzia Lattanzio, che avevano fatto propria, seppur parzialmente, la proposta di legge dell’avvocato renziano Alessandro Aceto, proponendo invece il mantenimento del voto incrociato con un premio di maggioranza.

I punti cardine: Tre collegi circoscrizionali, via il listino maggioritario, via il voto disgiunto, equa rappresentanza di genere.

Il senatore Roberto Ruta ha definito il voto disgiunto come “un voto di libertà per i cittadini, finora così è stato. Penso sia una cosa sbagliata toglierlo”. Per il governatore Paolo di Laura Frattura è un bene anche la divisione del territorio regionale in tre collegi e propone di delinearli tenendo conto della suddivisione del territorio in tre distretti sanitari da circa centomila abitanti ciascuno.

Il capogruppo Dem in Consiglio regionale, Massimiliano Scarabeo, ha invece puntualizzato come l’eliminazione del voto incrociato sia una decisione non tanto di natura tecnica volta a garantire la governabilità ed evitare ipotesi di anatra zoppa, ma più squisitamente politica.

Su richiesta della segretaria Fanelli la proposta si mette ai voti. Ad approvarla, 31 componenti dell’Assemblea; contrari, in 14; 2, infine, gli astenuti.

Share